Le Cantine che hanno fatto l’Italia: Fattoria dei Barbi

Artisti, letterati (tra cui un premio Nobel), statisti e perfino una regina: sono pochi gli ambienti privati che possono vantare di aver ospitato personaggi di questa levatura, a maggior ragione in una località di campagna che per decenni è rimasta sconosciuta ai più. Eppure, da oltre tre quarti di secolo la Fattoria dei Barbi, tra le aziende storiche del Brunello, è uno dei punti d’incontro di questi personaggi. Tutto questo grazie allo straordinario senso di ospitalità di una famiglia, quella dei Colombini, che si è tramandato di generazione in generazione.

«Sia mio nonno Pio, rettore dell’Università di Modena, sia mio padre Giovanni, avvocato ma agricoltore appassionato», ci racconta Francesca Colombini Cinelli, memoria storica della famiglia e giustamente conosciuta come “signora del Brunello”, «amavano circondarsi di artisti, letterati e uomini politici. Cultura e gastronomia, campagna e buon vino: i punti in comune erano questi. Nel 1920 nonno Pio ospitò Vittorio Emanuele Orlando, già presidente del Consiglio, Piero Calamandrei e aveva rapporti con Sidney Sonnino e Raffaele Paolucci. A loro mandava regolarmente casse di Brunello, molto apprezzate».
Il primo a occuparsi della commercializzazione all’estero dei vini dei Barbi è stato l’avvocato Giovanni all’inizio degli anni Sessanta. «Un giorno arrivò a Montalcino Remo Nardone, dell’Enotria Wines, alla ricerca di un Brunello da importare in Inghilterra», dice donna Francesca. «All’epoca eravamo praticamente in due a produrlo, noi e Biondi Santi. Ebbene, venne in fattoria, conversò a lungo con il babbo, si accordò sul prezzo e con una stretta di mano conclusero l’affare. Nessun contratto scritto, ma un accordo tra gentiluomini. E la partenza del nostro vino oltre Manica andò benissimo!».
Qualche anno dopo, intorno al 1970-71, toccò a lei, che intanto aveva affiancato il padre nella conduzione della fattoria, recarsi in Inghilterra, accompagnata dal giovane figlio Stefano, per presentare a Remo Nardone il neonato Brusco dei Barbi e averne un parere. Che fu positivo! E con Enotria Wines la collaborazione continua ancora oggi. E dopo l’Inghilterra arrivarono altri mercati del continente (la Svizzera italiana, tramite la famiglia Stopper, la Germania e il Nord Europa) e finalmente gli Stati Uniti. «Sempre nei primi anni Settanta», continua Francesca Colombini, «fummo contattati dalla Banfi Vintners, ma a babbo sembrò un partner troppo grande per la nostra realtà. In fattoria avevamo conosciuto una signora italo-americana, Anna Maria Lepore, che oltre a essere proprietaria del notissimo Bar Ferrara a Little Italy, a New York, importava anche prodotti alimentari italiani. È stata lei, per tanti anni, a importare i nostri vini. Inoltre, era ben inserita nel mondo giornalistico per cui abbiamo avuto ottime opportunità di comunicazione; tra gli altri conoscemmo anche Marvin Schenken di Wine Spectator che nel 1982 venne in visita ai Barbi. Oggi l’importazione negli Usa è curata dalla società Pasternak Wines».

Come tanti altri suoi colleghi, anche Francesca Colombini ha viaggiato molto per promuovere i vini della Fattoria dei Barbi. «Fiere, degustazioni, pranzi: erano tutti eventi di rilievo e anche divertenti però faticosi. Qualche volta mi sono trovata a dover bere il Brunello accompagnato al pesce. Sembrerebbe un’eresia, eppure una volta il caro Massimo Alberini, noto critico gastronomico di qualche decennio fa, mi confermò che l’abbinamento poteva starci. Anche in casa nostra, del resto, sul pesce ci beviamo il rosso».
Europa, Nord America, Asia: durante i suoi viaggi donna Francesca ha incontrato personaggi di spicco e anche stravaganti. «Uno di questi», ci dice sorridendo, «era Livio Camarra, il nostro primo importatore in Canada, proprietario di un famoso ristorante nel quale si riunivano politici e imprenditori di Toronto. Camarra non mancava di seguire i principali appuntamenti vinicoli sia in Canada che perfi no a New York, e spesso arrivava con la sua lussuosa Rolls Royce».

Personaggi che incontrava anche in fattoria, come quando ricevette insieme a suo padre Giovanni la regina Giuliana d’Olanda, che aveva sentito parlare del Brunello da amici francesi. Dalla sua residenza al mare in Maremma era voluta andare di persona a Montalcino. «Babbo la ricevette in cantina, le fece assaggiare alcuni vini e poi le regalò una bottiglia di Brunello del 1957», ricorda donna Francesca. Nel 2002 è stata la volta di Ted Kennedy, fermatosi a pranzare in taverna senza preavviso. Una volta riconosciuto, fu avvisata dell’illustre ospite al quale fece servire un Brunello Riserva 1995 chiedendogli poi di passare a salutarlo. «Volli mostrare a lui e ai suoi accompagnatori la nostra cantina storica però il fatto che si fossero bevuti ben sei bottiglie di Brunello mi faceva stare in pensiero per le scale che dovevano affrontare. Invece andò tutto bene: anzi, sembrava che Ted avesse bevuto solo acqua fresca!».

Ai Barbi è passato anche lo scrittore americano Saul Bellow, premio Nobel nel 1976, vincitore del premio Barbi Colombini e per qualche tempo ospite a Montalcino dalla famiglia Colombini Cinelli. «Era un amante delle zuppe che amava condire con molto olio», racconta Francesca. «Colpito dal termine extravergine riportato in etichetta, un giorno esclamò: “Ma neanche la Madonna era arrivata a tanto!”».
Grazie a questa vasta cerchia di rapporti e conoscenze ben si comprende come il Brunello della Fattoria dei Barbi abbia acquistato rinomanza nel mondo, anche se il mercato italiano ha sempre avuto, come ci conferma il figlio Stefano Cinelli Colombini, che oggi guida l’azienda, il sopravvento sull’export. Una presenza, quella sul territorio nazionale, seconda solo a Banfi. Proprio Stefano ha contribuito negli ultimi anni a sviluppare la distribuzione in molti altri mercati, tra cui Giappone, Australia e Brasile. Per la sua dinamica attività, ereditata dal padre Giovanni e trasmessa ai figli Donatella e Stefano, Francesca Colombini è stata una delle primissime “donne del vino” e meritatamente si è vista attribuire nel corso degli anni numerosi riconoscimenti che sarebbe troppo lungo elencare. E anche se oggi non è più operativamente alla guida della Fattoria dei Barbi resta sempre lei la “signora del Brunello”.

Articolo tratto da “La civiltà del bere”

http://www.civiltadelbere.com/le-cantine-che-hanno-fatto-litalia-3-fattoria-dei-barbi/

Eccellenze: Arezzo si riconferma capitale dell’industria culturale

Arezzo si conferma per il secondo anno consecutivo capitale italiana della cultura. E’ quanto emerge dal rapporto “L’Italia che verrà– Industria culturale, Made in Italy e territori”  realizzato da Unioncamere e Fondazione Symbola.

Eccellenze: Arezzo si riconferma capitale dell’industria culturale | Intoscana.it http://ow.ly/fbTQa

Arezzo

Arezzo

Reopening the birthplace of Leonardo Da Vinci

The home of Leonardo da Vinci in Anchiano will reopen in 2012, June 22 at 17:30 and all art lovers and curious people are already waiting for it. June, Saturday 23 and Sunday 24, there will be two special openings with free admission from 10 to 22. Leonardo, the illegitimate son of a wealthy notary and a peasant, was born April 15, 1452 in a country estate in Anchiano, a Tuscan town known for its picturesque olive trees and a medieval charm that has hardly changed since his birth.

The great Italian genius Leonardo Da Vinci is known worldwide for his innovative discoveries and inventions, but also for the mysterious painting of The Mona Lisa (Gioconda for Italian people). As the surname Da Vinci clearly explains the origin of the great Tuscan is the town of Vinci, near Florence…

The house in Anchiano

The house in Anchiano

La casa di Leonardo da Vinci ad Anchiano riaprirà nel 2012, 22 giugno alle 17:30 e tutti gli amanti dell’arte e curiosi stanno già aspettando. Giugno, Sabato 23 e Domenica 24, ci saranno due aperture straordinarie con ingresso gratuito 10-22. Leonardo, il figlio illegittimo di un ricco notaio e un contadino, è stato, 15 aprile 1452 in una tenuta di campagna ad Anchiano, una città toscana nota per i suoi pittoreschi alberi di ulivi e un fascino medievale che non è praticamente cambiato dalla sua nascita.

Il grande genio italiano Leonardo Da Vinci è conosciuta in tutto il mondo per le sue innovative scoperte e invenzioni, ma anche per la pittura misteriosa di The Mona Lisa (Gioconda per le persone italiane). Come il cognome Da Vinci spiega chiaramente l’origine del grande toscano è la città di Vinci, vicino Firenze …

The Mona Lisa - Gioconda

The Mona Lisa – Gioconda

La casa de Leonardo da Vinci en Anchiano reabrirá sus puertas en 2012, 22 de junio a las 17:30 y todos los amantes del arte y curiosos ya están esperando. Junio, sábado 23 y domingo 24, habrá dos orificios especiales con entrada libre de 10 a 22. Leonardo, el hijo ilegítimo de un rico notario y un campesino, nació 15 de abril 1452 en una finca en Anchiano, una ciudad toscana famosa por sus olivos pintorescos y un encanto medieval que apenas ha cambiado desde su nacimiento.

El gran genio italiano Leonardo Da Vinci es conocido mundialmente por sus descubrimientos e invenciones innovadoras, sino también por la misteriosa pintura de la Mona Lisa (Gioconda para el pueblo italiano). Como el apellido Da Vinci explica claramente el origen de la gran toscano es la ciudad de Vinci, cerca de Florencia …

Дом Леонардо да Винчи в Anchiano будет открыт в 2012 году, 22 июня в 17:30 и всех любителей искусства и любопытные люди уже ждут его. Июня, суббота 23 и воскресенье 24, там будет два специальных отверстия с бесплатным входом от 10 до 22. Леонардо, незаконный сын богатого нотариуса и крестьянской, родился 15 апреля 1452 в имении в Anchiano, тосканский городок, известный своими живописными оливковыми деревьями и средневековой очарование, которое практически не изменилось с момента его рождения.

Великого итальянского гения Леонардо да Винчи известен во всем мире своими новаторскими открытиями и изобретениями, но и таинственные картины Мона Лиза (Джоконда на итальянском человек). Как фамилия да Винчи четко объясняет происхождение великих тосканских является город Винчи, близ Флоренции …

 

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