Creare, dipingere, comunicare: Emanuela Rodegher – critica

Creare, dipingere, comunicare: le tappe del percorso artistico della pittrice Emanuela Rodegher sono raccolte in queste “azioni” che portano alla realizzazione di ogni sua opera d´arte. Il dipinto, nella sua complessità cromatica e tecnica, diventa lo strumento espressivo per eccellenza dell´Idea creativa e dei diversi stati d´animo dell´artista.
La particolarità delle composizioni pittoriche deriva dall´accostamento di diversi materiali naturali come vetro, sabbia, sassi e legno “fusi” in un unicum compositivo. L´impasto viene reso dal colore non diluito e dall´uso delle foglie d´oro e di argento e consente di pensare ciascun dipinto come l´espressione più autentica dello stato d´animo dell´artista in un dato momento e di fissare sulla tela o sulla tavola le sue sensazioni emotive in un particolare tempo. Ciascuna emozione prende vita nei dipinti attraverso l´impiego di una tavolozza di colori caldi (rossi, aranci, gialli ecc.) che vengono illuminati ed impreziositi dall´uso di materiali preziosi. La forte espressività delle opere è data in modo assoluto dal colore, vero protagonista della tela, che comunica allo spettatore pensieri, emozioni e sensazioni… La particolarità del mezzo espressivo sta proprio nel creare un´opera d´arte tout cours in cui si fondono in perfetta armonia ed in modo originale colore e materiali diversi per dare vita alla “spiritualità materica”, che caratterizza come un fil rouge il percorso dell´artista.
La novità stilistica dell’artista risiede dunque nella capacità di fondere le primarie sensazioni, che la spingono a creare, con la tecnica composita, costituita da elementi che hanno contraddistinto parte dell’arte del secondo Novecento, ma che qui risultano particolarmente incisivi per due motivi: l’impiego di materiali prettamente naturali e lo sfumare dal colore all’elemento compositivo.
Silvia Massari, esperta d´arte moderna e contemporanea

Alla base di un nuovo inizio

Alla base di un nuovo inizio

Primordiale/Contemporaneo

…L´opera pittorica di Emanuela si fa gesto, movimento, diventa magma ossessivo.
Frequente è da parte sua l´utilizzo di colori caldi e metallici come l´oro, l´argento, il rame o il bronzo. Colori che seguono la forma e la esaltano. Le sue interessanti composizioni artistiche spesso tendono alla” monocromia”, seppure composte da piu´ strati di colori differenti che producono particolari riflessi, rifrangendone la luce. Colori ben amalgamati tra di loro, mescolati ed arricchiti con materici stucchi da lei stessa prodotti…
Emanuela Rodegher, tenace e determinata pittrice autodidatta, realizza originali opere astratte, personali e genuine.Con coraggio percorre la strada della propria autentica ” necessità interiore”. Rimanendo fedele a sè stessa, esprime arcaiche, primordiali ed allo stesso tempo contemporanee “emozioni universali”, da cui traspare l´insopprimibile bisogno unamo di spirituale e di infinito.
Luigi Marchesi, pittore, www.luigimarchesi.com

Pittura e scultura si fondono insieme. Le immagini date dalla materia incisa acquistano, con i riflessi, la preziosità dei materiali nobili”
Giuria concorso “Dipingerho in Mostra”, www.dipingerho.it

Mi soffermo in silenzio ed osservo l´opera con gli occhi del cuore: ritrovo emozioni trasformate dalla potenza del colore e della forma. L’opera di Emanuela Rodegher è l’antica sagezza della Donna che risale alla Luce, è la capacità di sentire nel profondo e di ridare vita al sacro potere della trasformazione.
Letizia Piccinini

Davanti ad un’opera in oro, rosso e marrone sono rapita dai particolari, dagli spessori e dai movimenti prodotti dalla passionale frenesia creativa di Emanuela. La calma e l’abbondanza dell’oro e il rosso generoso mi accompagnano in un percorso immaginario fatto di forme e di emozioni che mi portano piano piano ad accogliere con lo sguardo la totalità dell’opera.
Emanuela, la Rodegher, non si limita ad agire, creare, ma plasma la materia con energia e forza su materiali antichi e durevoli e ci restituisce nella sua pittura la tranquilla pienezza dell’Opera Compiuta.
Carla Morandi, pittrice

Puoi vedere e acquistare le opere di Emanuela Rodegher direttamente su arts.italiaworldwide.com

Winter atmosphere, and colors become feelings – Valerio Betta

I suoi lavori, eseguiti su sfondo sabbiato, sono atmosfere invernali ove i colori diventano sensazioni che non sono mai fredde, ma cariche di sentimento e molto umane. Gli acquerelli sono molto gioiosi con scene della valle e del Garda, quasi miniature ottocentesche, sogni che camminano sul colore, oppure grandi vasi di fiori che si perdono nello sfondo e sembra quasi che non ci sia distacco tra il fiore e lo sfondo ma anche lo sfondo sia una continuità dell’atmosfera del fiore e delle foglie.

E’ in attività dal 1970, con presenze in numerose rassegne nazionali e internazionali. La sua prima mostra importante è quella presso la Galleria La Cornice di Desenzano nel 1977 e poi alla Galleria La Proiezione di Verona nel 1980. Nel 1976 ottiene a Milano il “ Premio grafica Italiana Contemporanea” e nel 1978 il “ Premio Moretto “ a Brescia. Negli anni 1979 e 1980 ha tenuto una mostra permanente presso la pinacoteca di Salsomaggiore Terme e attualmente presso Scultura e Design a Milano. Alterna mostre personali a manifestazioni internazionali: nel 1985 è invitato alla Biennale d ‘Arte “Seetal” a Zurigo, nel 1988 alla Biennale di La Spezia e nel 1993 all’ Italian Pavillion diTokyo.

Serata tra amiche a Parigi

Journey to the East, oil and gold on canvas

His work, carried out on frosted background, are winter atmosphere where the colors become feelings that are never cold, but full of feeling and very human. The watercolors are very joyful scenes of the valley and Lake Garda, almost nineteenth-century miniatures, dreams walking on color, or large flower pots that are lost in the background and it seems that there is no gap between the flower and the background but also the background is a continuity of the atmosphere of the flower and leaves.

It ‘been in business since 1970, with appearances in numerous national and international exhibitions. His first important exhibition was held at the Gallery The Frame of Desenzano in 1977 and then at the Galleria La Screening of Verona in 1980. In 1976, Milan gets to the “Prize graphics Contemporary Italian” and in 1978 “Award Moretto” in Brescia. In 1979 and 1980 he held a permanent exhibition at the art gallery in Salsomaggiore and currently in Sculpture and Design in Milan. Toggle solo exhibitions at international events: in 1985 he was invited to the Biennale d ‘Arte “Seetal” in Zurich, in 1988 at the Biennale in La Spezia in 1993 to’ Italian Pavillion diTokyo.

Son travail, réalisé sur fond givré, sont ambiance hivernale où les couleurs deviennent des sentiments qui ne sont jamais froid, mais plein de sentiment et très humain. Les aquarelles sont des scènes très joyeux de la vallée et le lac de Garde, miniatures presque dix-neuvième siècle, les rêves de marche sur la couleur, ou pots de fleurs grandes qui sont perdus dans le fond et il semble qu’il n’y ait pas d’écart entre la fleur et le fond mais aussi la arrière-plan est une continuité de l’atmosphère de la fleur et de feuilles.

Il est en affaires depuis 1970, avec des apparitions dans de nombreuses expositions nationales et internationales. Sa première exposition importante a eu lieu à la Galerie Le Cadre de Desenzano, en 1977, puis à la galerie La Dépistage de Vérone en 1980. En 1976, Milan devient le «Prix graphiques italien contemporain” et en 1978 “Moretto Award” à Brescia. En 1979 et 1980, il a organisé une exposition permanente à la galerie d’art à Salsomaggiore et actuellement en sculpture et de Design de Milan. Expositions bascule lors d’événements internationaux: en 1985, il a été invité à la Biennale d ‘Arte “Seetal” à Zurich, en 1988, à la Biennale de La Spezia en 1993 pour’ italien diTokyo Pavillon.

Jahrestag, Öl auf Leinwand und Stoff

Sein Werk, auf frosted Hintergrund durchgeführt, sind winterliche Atmosphäre, wo die Farben Gefühle, die nie kalt, aber voller Gefühl und sehr menschlich geworden. Die Aquarelle sind sehr froh Szenen des Tales und dem Gardasee, fast neunzehnten Jahrhundert Miniaturen, Träume zu Fuß auf Farbe oder große Blumentöpfe, die im Hintergrund verloren gehen und es scheint, dass es keine Kluft zwischen der Blüte und im Hintergrund, sondern auch die Hintergrund ist eine Kontinuität der Atmosphäre der Blume und Blätter.

Es in der Wirtschaft seit 1970, mit Auftritten in zahlreichen nationalen und internationalen Ausstellungen. Seine erste wichtige Ausstellung in der Galerie der Rahmen des Desenzano in 1977 und dann in der Galleria La Screening von Verona im Jahr 1980 statt. Im Jahr 1976 erhält Mailand den “Preis Grafiken Contemporary Italian” und in 1978 “Award Moretto” in Brescia. In 1979 und 1980 war er in einer ständigen Ausstellung in der Kunstgalerie in Salsomaggiore und derzeit in Skulptur und Design in Mailand. Toggle Einzelausstellungen in internationalen Veranstaltungen im 1985 wurde er in der Biennale d eingeladen ‘Arte “Seetal” in Zürich, 1988 an der Biennale in La Spezia im Jahr 1993 auf’ Italian Pavillion diTokyo.

Его работы, выполненные на матовой фоне, являются зимние атмосферу, в которой цвета становятся чувства, которые никогда не бывают холодными, но полные чувств и очень человеческое. Акварелями очень радостное сцены долины и озера Гарда, почти девятнадцатого века миниатюры, мечты ходить по цвету, или большие горшки для цветов, которые теряются в фоновом режиме, и кажется, что нет никакого зазора между цветком и фоном, но и фон непрерывности атмосфера цветов и листьев.

Это был в бизнесе с 1970 года, с выступлений в многочисленных национальных и международных выставках. Его первая важная выставка прошла в галерее кадров Дезенцано в 1977 году, а затем в Скрининг La Galleria в Вероне в 1980 году. В 1976 году Милан получает «Приз графики Современные итальянские” и в 1978 году “Премия Moretto” в Брешии. В 1979 и 1980 годах он занимал постоянная выставка в художественной галерее в Сальсомаджоре и в настоящее время скульптуры и дизайна в Милане. Переключить персональные выставки в международных мероприятиях: в 1985 году он был приглашен на биеннале D ‘Arte “Seetal” в Цюрихе, в 1988 году на Биеннале в Ла Специя в 1993 году “Итальянский павильон diTokyo.

Рынка под снегом в январе, масло на панели

Modern Painter of Reality – Alessandra Parravicini

Faced with a new academicism or traditionalism, made of scraps of formulas cubist and impressionist sensuality standardized, we have exhibited a painting that, regardless of trends and aesthetic theories, try to express our feelings through the language that each of us, depending on your temperament, has found looking directly at the reality. ”
(Manifesto of the Modern Painters of Reality, 1948)

Alessandra Parravicini is inspired by the movement of Modern Realist Painters founded in the ’40s by Annigoni, De Chirico and Bueno brothers.

Landscapes, portraits and still silent whose tones, shapes, lights and shadows tend to grasp the true and revealing poetry.

Alessandra Parravicini, Milan, lives in Pisa and was formed in the workshop of Maestro Enrico Fornaini, Tuscan painter known former pupil of the Florentine masters Annigoni and Stefanelli.

View of Florence from the hills of Fiesole

Konfrontiert mit einer neuen Akademismus oder Traditionalismus, der Fetzen von Formeln kubistischen und impressionistische Sinnlichkeit standardisierten gemacht, haben wir zeigten eine Malerei, die, unabhängig von Trends und ästhetischen Theorien, versuchen, unsere Gefühle durch die Sprache ausdrücken, dass jeder von uns, je nach Temperament , hat festgestellt Blick direkt auf die Wirklichkeit. ”
(Manifest der Modern Painters of Reality, 1948)

Alessandra Parravicini wird durch die Bewegung der Moderne Realist Maler in den 40er Jahren durch Annigoni, De Chirico und Bueno Brüdern gegründet inspiriert.

Landschaften, Porträts und schwieg noch immer deren Töne, Formen, Licht und Schatten neigen dazu, die wahre Poesie und aufschlussreich zu erreichen.

Alessandra Parravicini, Mailand, lebt in Pisa und wurde in der Werkstatt von Maestro Enrico Fornaini, toskanischen Maler bekannt ehemaligen Schüler des Florentiner Meister Annigoni und Stefanelli gebildet.

Столкнувшись с новыми академизма или традиционализм, сделанный из обрывков формул кубизма и импрессионистов чувственности стандартизированы, мы показывали картину, которая, независимо от тенденций и эстетических теорий, пытаются выразить свои чувства через язык, который каждый из нас, в зависимости от вашего темперамента , нашла смотрит прямо на реальность. ”
(Манифест Современные художники Реальности, 1948)

Алессандра Parravicini навеяна движением современных художников реалистов основана в 40-х годах по Аннигони, Де Кирико и Буэно братьев.

Пейзажи, портреты и все молчала которого тонов, форм, света и тени, как правило, понять истинные и выявление поэзии.

Алессандра Parravicini, Милан, живет в Пизе и была сформирована в мастерской маэстро Энрико Fornaini, тосканский художник известный бывший ученик флорентийских мастеров и Аннигони Стефанелли.

Boats on the PO river

Face à un nouvel académisme ou de traditionalisme, faite de bouts de formules cubiste et la sensualité impressionniste normalisé, nous avons exposé une peinture qui, indépendamment des tendances et des théories esthétiques, essayez d’exprimer nos sentiments à travers le langage que chacun de nous, selon votre tempérament , a trouvé en regardant directement à la réalité. ”
(Manifeste des peintres modernes de la réalité, 1948)

Alessandra Parravicini est inspiré par le mouvement des peintres réalistes modernes fondées dans les années 40 par Annigoni, De Chirico et Bueno frères.

Paysages, portraits et natures silencieuses dont les sons, les formes, les lumières et les ombres ont tendance à saisir la poésie véritable et révélateur.

Alessandra Parravicini, Milan, vit à Pise et a été formé dans l’atelier de Maestro Enrico Fornaini, peintre toscan connu ancien élève de l’Florentine maîtres Annigoni et Stefanelli.

The fisherman anchovy

Di fronte a un nuovo accademismo o passatismo, fatti di avanzi di formule cubiste e di sensualità impressionista standardizzata, noi abbiamo esposto una pittura che, incurante di mode e di teorie estetiche, cerca di esprimere i nostri sentimenti attraverso quel linguaggio che ognuno di noi, a seconda del proprio temperamento, ha ritrovato guardando direttamente la realtà”.
(Manifesto dei Pittori Moderni della Realtà, 1948)

Alessandra Parravicini trae ispirazione dal movimento dei Pittori Moderni della Realtà fondato negli anni ’40 da Annigoni, de Chirico e i fratelli Bueno.

Paesaggi, ritratti e nature silenti i cui toni, forme, luci ed ombre tendono a cogliere il vero e a rivelarne la poesia.

Alessandra Parravicini, milanese, vive a Pisa e si è formata nella bottega del maestro Enrico Fornaini, noto pittore toscano già allievo dei maestri fiorentini Annigoni e Stefanelli.

Le Cantine che hanno fatto l’Italia: Fattoria dei Barbi

Artisti, letterati (tra cui un premio Nobel), statisti e perfino una regina: sono pochi gli ambienti privati che possono vantare di aver ospitato personaggi di questa levatura, a maggior ragione in una località di campagna che per decenni è rimasta sconosciuta ai più. Eppure, da oltre tre quarti di secolo la Fattoria dei Barbi, tra le aziende storiche del Brunello, è uno dei punti d’incontro di questi personaggi. Tutto questo grazie allo straordinario senso di ospitalità di una famiglia, quella dei Colombini, che si è tramandato di generazione in generazione.

«Sia mio nonno Pio, rettore dell’Università di Modena, sia mio padre Giovanni, avvocato ma agricoltore appassionato», ci racconta Francesca Colombini Cinelli, memoria storica della famiglia e giustamente conosciuta come “signora del Brunello”, «amavano circondarsi di artisti, letterati e uomini politici. Cultura e gastronomia, campagna e buon vino: i punti in comune erano questi. Nel 1920 nonno Pio ospitò Vittorio Emanuele Orlando, già presidente del Consiglio, Piero Calamandrei e aveva rapporti con Sidney Sonnino e Raffaele Paolucci. A loro mandava regolarmente casse di Brunello, molto apprezzate».
Il primo a occuparsi della commercializzazione all’estero dei vini dei Barbi è stato l’avvocato Giovanni all’inizio degli anni Sessanta. «Un giorno arrivò a Montalcino Remo Nardone, dell’Enotria Wines, alla ricerca di un Brunello da importare in Inghilterra», dice donna Francesca. «All’epoca eravamo praticamente in due a produrlo, noi e Biondi Santi. Ebbene, venne in fattoria, conversò a lungo con il babbo, si accordò sul prezzo e con una stretta di mano conclusero l’affare. Nessun contratto scritto, ma un accordo tra gentiluomini. E la partenza del nostro vino oltre Manica andò benissimo!».
Qualche anno dopo, intorno al 1970-71, toccò a lei, che intanto aveva affiancato il padre nella conduzione della fattoria, recarsi in Inghilterra, accompagnata dal giovane figlio Stefano, per presentare a Remo Nardone il neonato Brusco dei Barbi e averne un parere. Che fu positivo! E con Enotria Wines la collaborazione continua ancora oggi. E dopo l’Inghilterra arrivarono altri mercati del continente (la Svizzera italiana, tramite la famiglia Stopper, la Germania e il Nord Europa) e finalmente gli Stati Uniti. «Sempre nei primi anni Settanta», continua Francesca Colombini, «fummo contattati dalla Banfi Vintners, ma a babbo sembrò un partner troppo grande per la nostra realtà. In fattoria avevamo conosciuto una signora italo-americana, Anna Maria Lepore, che oltre a essere proprietaria del notissimo Bar Ferrara a Little Italy, a New York, importava anche prodotti alimentari italiani. È stata lei, per tanti anni, a importare i nostri vini. Inoltre, era ben inserita nel mondo giornalistico per cui abbiamo avuto ottime opportunità di comunicazione; tra gli altri conoscemmo anche Marvin Schenken di Wine Spectator che nel 1982 venne in visita ai Barbi. Oggi l’importazione negli Usa è curata dalla società Pasternak Wines».

Come tanti altri suoi colleghi, anche Francesca Colombini ha viaggiato molto per promuovere i vini della Fattoria dei Barbi. «Fiere, degustazioni, pranzi: erano tutti eventi di rilievo e anche divertenti però faticosi. Qualche volta mi sono trovata a dover bere il Brunello accompagnato al pesce. Sembrerebbe un’eresia, eppure una volta il caro Massimo Alberini, noto critico gastronomico di qualche decennio fa, mi confermò che l’abbinamento poteva starci. Anche in casa nostra, del resto, sul pesce ci beviamo il rosso».
Europa, Nord America, Asia: durante i suoi viaggi donna Francesca ha incontrato personaggi di spicco e anche stravaganti. «Uno di questi», ci dice sorridendo, «era Livio Camarra, il nostro primo importatore in Canada, proprietario di un famoso ristorante nel quale si riunivano politici e imprenditori di Toronto. Camarra non mancava di seguire i principali appuntamenti vinicoli sia in Canada che perfi no a New York, e spesso arrivava con la sua lussuosa Rolls Royce».

Personaggi che incontrava anche in fattoria, come quando ricevette insieme a suo padre Giovanni la regina Giuliana d’Olanda, che aveva sentito parlare del Brunello da amici francesi. Dalla sua residenza al mare in Maremma era voluta andare di persona a Montalcino. «Babbo la ricevette in cantina, le fece assaggiare alcuni vini e poi le regalò una bottiglia di Brunello del 1957», ricorda donna Francesca. Nel 2002 è stata la volta di Ted Kennedy, fermatosi a pranzare in taverna senza preavviso. Una volta riconosciuto, fu avvisata dell’illustre ospite al quale fece servire un Brunello Riserva 1995 chiedendogli poi di passare a salutarlo. «Volli mostrare a lui e ai suoi accompagnatori la nostra cantina storica però il fatto che si fossero bevuti ben sei bottiglie di Brunello mi faceva stare in pensiero per le scale che dovevano affrontare. Invece andò tutto bene: anzi, sembrava che Ted avesse bevuto solo acqua fresca!».

Ai Barbi è passato anche lo scrittore americano Saul Bellow, premio Nobel nel 1976, vincitore del premio Barbi Colombini e per qualche tempo ospite a Montalcino dalla famiglia Colombini Cinelli. «Era un amante delle zuppe che amava condire con molto olio», racconta Francesca. «Colpito dal termine extravergine riportato in etichetta, un giorno esclamò: “Ma neanche la Madonna era arrivata a tanto!”».
Grazie a questa vasta cerchia di rapporti e conoscenze ben si comprende come il Brunello della Fattoria dei Barbi abbia acquistato rinomanza nel mondo, anche se il mercato italiano ha sempre avuto, come ci conferma il figlio Stefano Cinelli Colombini, che oggi guida l’azienda, il sopravvento sull’export. Una presenza, quella sul territorio nazionale, seconda solo a Banfi. Proprio Stefano ha contribuito negli ultimi anni a sviluppare la distribuzione in molti altri mercati, tra cui Giappone, Australia e Brasile. Per la sua dinamica attività, ereditata dal padre Giovanni e trasmessa ai figli Donatella e Stefano, Francesca Colombini è stata una delle primissime “donne del vino” e meritatamente si è vista attribuire nel corso degli anni numerosi riconoscimenti che sarebbe troppo lungo elencare. E anche se oggi non è più operativamente alla guida della Fattoria dei Barbi resta sempre lei la “signora del Brunello”.

Articolo tratto da “La civiltà del bere”

http://www.civiltadelbere.com/le-cantine-che-hanno-fatto-litalia-3-fattoria-dei-barbi/

The Synthetic Landscapes and Braille – Alessandro D’Aquila

Nowadays communication does not give space and time

interpretations, for this realization “synthetic landscapes” reduced to simple forms of a color, as described to a blind person. Is well established, putting them on the same level, some sort of parity between those who have a sense and who is not. Tento, also, of causing in the observer a sense of loss, using the Italian language written in braille, however, incomprehensible for most of the sighted people. The Braille becomes a cryptic decoration of great visual impact, regardless of its decipherability.

I want to hit the observer making him understand that, after all, we can see only a small part of reality.

Zero

communication d’aujourd’hui ne donne pas l’espace et le temps

interprétations, pour cette réalisation «paysages synthétiques» réduits à des formes simples d’une couleur, comme décrit à une personne aveugle. Est bien établie, de les mettre sur le même niveau, une certaine parité entre ceux qui ont un sens et qui n’est pas. Tento, aussi, de provoquer chez le spectateur un sentiment de perte, l’utilisation de la langue italienne écrite en braille, cependant, incompréhensible pour la plupart des personnes voyantes. Le braille est un décor énigmatique d’un grand impact visuel, quelle que soit sa decipherability.

Je veux frapper l’observateur lui faire comprendre que, après tout, on peut voir qu’une petite partie de la réalité.

In equilibrio sul mondo

связи сегодня не дает пространства и времени

интерпретаций, для этой реализации “синтетические пейзажи” сводится к простым формам цвет, как описано для слепого. Хорошо известно, что ставит их на том же уровне, какой-то паритет между теми, кто имеет смысла, а кто нет. Tento, также, вызывающие у наблюдателя чувство потери, используя итальянском языке написаны шрифтом Брайля, однако, непонятным для большинства зрячих людей.Брайля становится загадочным украшение большое визуальное воздействие, независимо от его decipherability.

Я хочу, чтобы поразить наблюдателя делает ему понять, что, в конце концов, мы можем увидеть только небольшую часть реальности.

Radura, Pensieri

Kommunikation heute nicht geben, Raum und Zeit

Interpretationen für diese Verwirklichung “synthetische Landschaften” reduziert auf einfache Formen einer Farbe, wie einem Blinden beschrieben. Ist gut etabliert, indem sie auf der gleichen Ebene, ist eine Art der Parität zwischen denen, die einen Sinn und wer nicht. Tento auch, verursachen beim Betrachter ein Gefühl von Verlust, mit der italienischen Sprache in Blindenschrift geschrieben, aber unverständlich für die meisten Sehenden. Die Braille wird eine kryptische Dekoration große visuelle Wirkung, unabhängig von ihrer decipherability.

Ich möchte den Betrachter macht, ihn zu verstehen, dass, nachdem alle, wir können nur einen kleinen Teil der Wirklichkeit sehen, getroffen.

Torno

la comunicazione dei nostri giorni non dà spazio e tempo

alle interpretazioni, per questo realizzo “paesaggi sintetici” ridotti a semplici forme di colore, ossia come descritti ad un non vedente. Viene così stabilita, mettendoli sullo stesso piano, una sorta di parità tra chi possiede un senso e chi no. Tento, inoltre, di provocare nell’osservatore un senso di smarrimento, utilizzando la lingua italiana scritta però in linguaggio braille, incomprensibile per la maggior parte delle persone vedenti. Il braille diventa una criptica decorazione di grande impatto visivo, a prescindere dalla sua decifrabilità.

Voglio colpire l’osservatore facendogli capire che, in fondo, riusciamo a guardare solo una piccola parte della realtà.

Strati a terra, Terra a strati

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