Modern Painter of Reality – Alessandra Parravicini

Faced with a new academicism or traditionalism, made of scraps of formulas cubist and impressionist sensuality standardized, we have exhibited a painting that, regardless of trends and aesthetic theories, try to express our feelings through the language that each of us, depending on your temperament, has found looking directly at the reality. ”
(Manifesto of the Modern Painters of Reality, 1948)

Alessandra Parravicini is inspired by the movement of Modern Realist Painters founded in the ’40s by Annigoni, De Chirico and Bueno brothers.

Landscapes, portraits and still silent whose tones, shapes, lights and shadows tend to grasp the true and revealing poetry.

Alessandra Parravicini, Milan, lives in Pisa and was formed in the workshop of Maestro Enrico Fornaini, Tuscan painter known former pupil of the Florentine masters Annigoni and Stefanelli.

View of Florence from the hills of Fiesole

Konfrontiert mit einer neuen Akademismus oder Traditionalismus, der Fetzen von Formeln kubistischen und impressionistische Sinnlichkeit standardisierten gemacht, haben wir zeigten eine Malerei, die, unabhängig von Trends und ästhetischen Theorien, versuchen, unsere Gefühle durch die Sprache ausdrücken, dass jeder von uns, je nach Temperament , hat festgestellt Blick direkt auf die Wirklichkeit. ”
(Manifest der Modern Painters of Reality, 1948)

Alessandra Parravicini wird durch die Bewegung der Moderne Realist Maler in den 40er Jahren durch Annigoni, De Chirico und Bueno Brüdern gegründet inspiriert.

Landschaften, Porträts und schwieg noch immer deren Töne, Formen, Licht und Schatten neigen dazu, die wahre Poesie und aufschlussreich zu erreichen.

Alessandra Parravicini, Mailand, lebt in Pisa und wurde in der Werkstatt von Maestro Enrico Fornaini, toskanischen Maler bekannt ehemaligen Schüler des Florentiner Meister Annigoni und Stefanelli gebildet.

Столкнувшись с новыми академизма или традиционализм, сделанный из обрывков формул кубизма и импрессионистов чувственности стандартизированы, мы показывали картину, которая, независимо от тенденций и эстетических теорий, пытаются выразить свои чувства через язык, который каждый из нас, в зависимости от вашего темперамента , нашла смотрит прямо на реальность. ”
(Манифест Современные художники Реальности, 1948)

Алессандра Parravicini навеяна движением современных художников реалистов основана в 40-х годах по Аннигони, Де Кирико и Буэно братьев.

Пейзажи, портреты и все молчала которого тонов, форм, света и тени, как правило, понять истинные и выявление поэзии.

Алессандра Parravicini, Милан, живет в Пизе и была сформирована в мастерской маэстро Энрико Fornaini, тосканский художник известный бывший ученик флорентийских мастеров и Аннигони Стефанелли.

Boats on the PO river

Face à un nouvel académisme ou de traditionalisme, faite de bouts de formules cubiste et la sensualité impressionniste normalisé, nous avons exposé une peinture qui, indépendamment des tendances et des théories esthétiques, essayez d’exprimer nos sentiments à travers le langage que chacun de nous, selon votre tempérament , a trouvé en regardant directement à la réalité. ”
(Manifeste des peintres modernes de la réalité, 1948)

Alessandra Parravicini est inspiré par le mouvement des peintres réalistes modernes fondées dans les années 40 par Annigoni, De Chirico et Bueno frères.

Paysages, portraits et natures silencieuses dont les sons, les formes, les lumières et les ombres ont tendance à saisir la poésie véritable et révélateur.

Alessandra Parravicini, Milan, vit à Pise et a été formé dans l’atelier de Maestro Enrico Fornaini, peintre toscan connu ancien élève de l’Florentine maîtres Annigoni et Stefanelli.

The fisherman anchovy

Di fronte a un nuovo accademismo o passatismo, fatti di avanzi di formule cubiste e di sensualità impressionista standardizzata, noi abbiamo esposto una pittura che, incurante di mode e di teorie estetiche, cerca di esprimere i nostri sentimenti attraverso quel linguaggio che ognuno di noi, a seconda del proprio temperamento, ha ritrovato guardando direttamente la realtà”.
(Manifesto dei Pittori Moderni della Realtà, 1948)

Alessandra Parravicini trae ispirazione dal movimento dei Pittori Moderni della Realtà fondato negli anni ’40 da Annigoni, de Chirico e i fratelli Bueno.

Paesaggi, ritratti e nature silenti i cui toni, forme, luci ed ombre tendono a cogliere il vero e a rivelarne la poesia.

Alessandra Parravicini, milanese, vive a Pisa e si è formata nella bottega del maestro Enrico Fornaini, noto pittore toscano già allievo dei maestri fiorentini Annigoni e Stefanelli.

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Le Cantine che hanno fatto l’Italia: Fattoria dei Barbi

Artisti, letterati (tra cui un premio Nobel), statisti e perfino una regina: sono pochi gli ambienti privati che possono vantare di aver ospitato personaggi di questa levatura, a maggior ragione in una località di campagna che per decenni è rimasta sconosciuta ai più. Eppure, da oltre tre quarti di secolo la Fattoria dei Barbi, tra le aziende storiche del Brunello, è uno dei punti d’incontro di questi personaggi. Tutto questo grazie allo straordinario senso di ospitalità di una famiglia, quella dei Colombini, che si è tramandato di generazione in generazione.

«Sia mio nonno Pio, rettore dell’Università di Modena, sia mio padre Giovanni, avvocato ma agricoltore appassionato», ci racconta Francesca Colombini Cinelli, memoria storica della famiglia e giustamente conosciuta come “signora del Brunello”, «amavano circondarsi di artisti, letterati e uomini politici. Cultura e gastronomia, campagna e buon vino: i punti in comune erano questi. Nel 1920 nonno Pio ospitò Vittorio Emanuele Orlando, già presidente del Consiglio, Piero Calamandrei e aveva rapporti con Sidney Sonnino e Raffaele Paolucci. A loro mandava regolarmente casse di Brunello, molto apprezzate».
Il primo a occuparsi della commercializzazione all’estero dei vini dei Barbi è stato l’avvocato Giovanni all’inizio degli anni Sessanta. «Un giorno arrivò a Montalcino Remo Nardone, dell’Enotria Wines, alla ricerca di un Brunello da importare in Inghilterra», dice donna Francesca. «All’epoca eravamo praticamente in due a produrlo, noi e Biondi Santi. Ebbene, venne in fattoria, conversò a lungo con il babbo, si accordò sul prezzo e con una stretta di mano conclusero l’affare. Nessun contratto scritto, ma un accordo tra gentiluomini. E la partenza del nostro vino oltre Manica andò benissimo!».
Qualche anno dopo, intorno al 1970-71, toccò a lei, che intanto aveva affiancato il padre nella conduzione della fattoria, recarsi in Inghilterra, accompagnata dal giovane figlio Stefano, per presentare a Remo Nardone il neonato Brusco dei Barbi e averne un parere. Che fu positivo! E con Enotria Wines la collaborazione continua ancora oggi. E dopo l’Inghilterra arrivarono altri mercati del continente (la Svizzera italiana, tramite la famiglia Stopper, la Germania e il Nord Europa) e finalmente gli Stati Uniti. «Sempre nei primi anni Settanta», continua Francesca Colombini, «fummo contattati dalla Banfi Vintners, ma a babbo sembrò un partner troppo grande per la nostra realtà. In fattoria avevamo conosciuto una signora italo-americana, Anna Maria Lepore, che oltre a essere proprietaria del notissimo Bar Ferrara a Little Italy, a New York, importava anche prodotti alimentari italiani. È stata lei, per tanti anni, a importare i nostri vini. Inoltre, era ben inserita nel mondo giornalistico per cui abbiamo avuto ottime opportunità di comunicazione; tra gli altri conoscemmo anche Marvin Schenken di Wine Spectator che nel 1982 venne in visita ai Barbi. Oggi l’importazione negli Usa è curata dalla società Pasternak Wines».

Come tanti altri suoi colleghi, anche Francesca Colombini ha viaggiato molto per promuovere i vini della Fattoria dei Barbi. «Fiere, degustazioni, pranzi: erano tutti eventi di rilievo e anche divertenti però faticosi. Qualche volta mi sono trovata a dover bere il Brunello accompagnato al pesce. Sembrerebbe un’eresia, eppure una volta il caro Massimo Alberini, noto critico gastronomico di qualche decennio fa, mi confermò che l’abbinamento poteva starci. Anche in casa nostra, del resto, sul pesce ci beviamo il rosso».
Europa, Nord America, Asia: durante i suoi viaggi donna Francesca ha incontrato personaggi di spicco e anche stravaganti. «Uno di questi», ci dice sorridendo, «era Livio Camarra, il nostro primo importatore in Canada, proprietario di un famoso ristorante nel quale si riunivano politici e imprenditori di Toronto. Camarra non mancava di seguire i principali appuntamenti vinicoli sia in Canada che perfi no a New York, e spesso arrivava con la sua lussuosa Rolls Royce».

Personaggi che incontrava anche in fattoria, come quando ricevette insieme a suo padre Giovanni la regina Giuliana d’Olanda, che aveva sentito parlare del Brunello da amici francesi. Dalla sua residenza al mare in Maremma era voluta andare di persona a Montalcino. «Babbo la ricevette in cantina, le fece assaggiare alcuni vini e poi le regalò una bottiglia di Brunello del 1957», ricorda donna Francesca. Nel 2002 è stata la volta di Ted Kennedy, fermatosi a pranzare in taverna senza preavviso. Una volta riconosciuto, fu avvisata dell’illustre ospite al quale fece servire un Brunello Riserva 1995 chiedendogli poi di passare a salutarlo. «Volli mostrare a lui e ai suoi accompagnatori la nostra cantina storica però il fatto che si fossero bevuti ben sei bottiglie di Brunello mi faceva stare in pensiero per le scale che dovevano affrontare. Invece andò tutto bene: anzi, sembrava che Ted avesse bevuto solo acqua fresca!».

Ai Barbi è passato anche lo scrittore americano Saul Bellow, premio Nobel nel 1976, vincitore del premio Barbi Colombini e per qualche tempo ospite a Montalcino dalla famiglia Colombini Cinelli. «Era un amante delle zuppe che amava condire con molto olio», racconta Francesca. «Colpito dal termine extravergine riportato in etichetta, un giorno esclamò: “Ma neanche la Madonna era arrivata a tanto!”».
Grazie a questa vasta cerchia di rapporti e conoscenze ben si comprende come il Brunello della Fattoria dei Barbi abbia acquistato rinomanza nel mondo, anche se il mercato italiano ha sempre avuto, come ci conferma il figlio Stefano Cinelli Colombini, che oggi guida l’azienda, il sopravvento sull’export. Una presenza, quella sul territorio nazionale, seconda solo a Banfi. Proprio Stefano ha contribuito negli ultimi anni a sviluppare la distribuzione in molti altri mercati, tra cui Giappone, Australia e Brasile. Per la sua dinamica attività, ereditata dal padre Giovanni e trasmessa ai figli Donatella e Stefano, Francesca Colombini è stata una delle primissime “donne del vino” e meritatamente si è vista attribuire nel corso degli anni numerosi riconoscimenti che sarebbe troppo lungo elencare. E anche se oggi non è più operativamente alla guida della Fattoria dei Barbi resta sempre lei la “signora del Brunello”.

Articolo tratto da “La civiltà del bere”

http://www.civiltadelbere.com/le-cantine-che-hanno-fatto-litalia-3-fattoria-dei-barbi/

The Synthetic Landscapes and Braille – Alessandro D’Aquila

Nowadays communication does not give space and time

interpretations, for this realization “synthetic landscapes” reduced to simple forms of a color, as described to a blind person. Is well established, putting them on the same level, some sort of parity between those who have a sense and who is not. Tento, also, of causing in the observer a sense of loss, using the Italian language written in braille, however, incomprehensible for most of the sighted people. The Braille becomes a cryptic decoration of great visual impact, regardless of its decipherability.

I want to hit the observer making him understand that, after all, we can see only a small part of reality.

Zero

communication d’aujourd’hui ne donne pas l’espace et le temps

interprétations, pour cette réalisation «paysages synthétiques» réduits à des formes simples d’une couleur, comme décrit à une personne aveugle. Est bien établie, de les mettre sur le même niveau, une certaine parité entre ceux qui ont un sens et qui n’est pas. Tento, aussi, de provoquer chez le spectateur un sentiment de perte, l’utilisation de la langue italienne écrite en braille, cependant, incompréhensible pour la plupart des personnes voyantes. Le braille est un décor énigmatique d’un grand impact visuel, quelle que soit sa decipherability.

Je veux frapper l’observateur lui faire comprendre que, après tout, on peut voir qu’une petite partie de la réalité.

In equilibrio sul mondo

связи сегодня не дает пространства и времени

интерпретаций, для этой реализации “синтетические пейзажи” сводится к простым формам цвет, как описано для слепого. Хорошо известно, что ставит их на том же уровне, какой-то паритет между теми, кто имеет смысла, а кто нет. Tento, также, вызывающие у наблюдателя чувство потери, используя итальянском языке написаны шрифтом Брайля, однако, непонятным для большинства зрячих людей.Брайля становится загадочным украшение большое визуальное воздействие, независимо от его decipherability.

Я хочу, чтобы поразить наблюдателя делает ему понять, что, в конце концов, мы можем увидеть только небольшую часть реальности.

Radura, Pensieri

Kommunikation heute nicht geben, Raum und Zeit

Interpretationen für diese Verwirklichung “synthetische Landschaften” reduziert auf einfache Formen einer Farbe, wie einem Blinden beschrieben. Ist gut etabliert, indem sie auf der gleichen Ebene, ist eine Art der Parität zwischen denen, die einen Sinn und wer nicht. Tento auch, verursachen beim Betrachter ein Gefühl von Verlust, mit der italienischen Sprache in Blindenschrift geschrieben, aber unverständlich für die meisten Sehenden. Die Braille wird eine kryptische Dekoration große visuelle Wirkung, unabhängig von ihrer decipherability.

Ich möchte den Betrachter macht, ihn zu verstehen, dass, nachdem alle, wir können nur einen kleinen Teil der Wirklichkeit sehen, getroffen.

Torno

la comunicazione dei nostri giorni non dà spazio e tempo

alle interpretazioni, per questo realizzo “paesaggi sintetici” ridotti a semplici forme di colore, ossia come descritti ad un non vedente. Viene così stabilita, mettendoli sullo stesso piano, una sorta di parità tra chi possiede un senso e chi no. Tento, inoltre, di provocare nell’osservatore un senso di smarrimento, utilizzando la lingua italiana scritta però in linguaggio braille, incomprensibile per la maggior parte delle persone vedenti. Il braille diventa una criptica decorazione di grande impatto visivo, a prescindere dalla sua decifrabilità.

Voglio colpire l’osservatore facendogli capire che, in fondo, riusciamo a guardare solo una piccola parte della realtà.

Strati a terra, Terra a strati

Landscapes of the soul, the mirror of soul and Francesca Coletti

The painter Francesca Coletti has hired a research arcane chasing apparitions and traces of image, in plots of signs, almost ectoplasm graphics, emerging within a context aware materially. His research seems to evoke space of interiority memorial and this is still more explicit direction of his journey imaginative. Yet the signs that line and make his paintings do not just talk about themselves, but constantly allude to the principal contradiction of modern Western art: Enclose necessarily in a form the formless world that surrounds it. And so that the signs are arranged on the canvas taking the dual nature of an additional thickness and meaning, his paintings, in fact, entirely covered by thick concrete of the chromatic material, constantly urging the language of painting, seeking the rationale starting from its material consistency: namely the color and the bodily action of the paint. (http://www.italiaworldwide.com/arts/en/artisti/francesca-coletti)

Guerra – War

La pittrice Francesca Coletti ha ingaggiato una ricerca arcana inseguendo apparizioni e tracce di presenza d’immagine, in trame segniche, quasi ectoplasmi grafici, emergenti entro un contesto matericamente sensibilizzato. La sua ricerca sembra evocare spazi d’interiorità memoriale ed è tuttora questa la direzione più esplicita del suo viaggio immaginativo. Eppure i segni che solcano e compongono le sue tele non si limitano a parlare di loro stessi, ma alludono continuamente alla contraddizione principale della moderna arte occidentale: racchiudere necessariamente in una forma il mondo informe che la circonda. E così che i segni che si dispongono sulla tela assumono la doppia natura di una aggiunta di spessore e di significato, i suoi dipinti, infatti, interamente ricoperti dallo spessore concreto della materia cromatica, sollecitano di continuo il linguaggio della pittura, ricercandone i fondamenti logici a partire dalla sua consistenza materiale: vale a dire il colore e l’azione corporale del dipingere.  (http://www.italiaworldwide.com/arts/it/artisti/francesca-coletti)

Portale Chiesa di San Cristoforo

Der Maler Francesca Coletti hat ein Forschungsprojekt arcane chasing Erscheinungen und Spuren von Bild angeheuert, in Parzellen von Zeichen, fast ectoplasm Grafiken, Schwellenländer in einem Kontext bewusst materiell. Seine Forschung scheint den Raum der Innerlichkeit Gedenkstätte erinnern und dies ist noch deutlicher Richtung seiner Reise einfallsreich. Doch die Anzeichen dafür, dass Linie und machen seine Bilder nicht nur über sich selbst reden, sondern ständig verweisen auf die wichtigsten Widerspruch der modernen westlichen Kunst: Schließen Sie unbedingt in einer Form die formlose Welt, die es umgibt. Und so, dass die Zeichen auf der Leinwand unter die duale Natur eines zusätzlichen Stärke und Bedeutung angeordnet sind, seine Gemälde, in der Tat völlig durch dicke Beton der chromatischen Material bedeckt, ständig drängt die Sprache der Malerei, Ich suche die Gründe ausgehend von seiner materiellen Konsistenz: nämlich die Farbe und die körperliche Wirkung der Farbe. Speicher und die Natur der Angst und Hoffnung: Die Malerei von Francesca Coletti, schließlich ist dies machte. (http://www.italiaworldwide.com/arts/de/artisti/francesca-coletti)

Amore – Love

Le peintre Francesca Coletti a engagé une recherche apparitions chassant des arcanes et des traces de l’image, dans les parcelles de signes graphiques, presque ectoplasme, émergeant dans un contexte conscience matériellement. Sa recherche semble évoquer l’espace de mémoire intériorité et c’est encore plus explicite direction de son voyage imaginaire. Pourtant, les signes de cette ligne et de faire ses peintures ne sont pas seulement parler d’eux, mais constamment allusion à la contradiction principale de l’art moderne occidental: Joindre obligatoirement sous une forme sans forme au monde qui l’entoure. Et pour que les signes sont disposés sur la toile en prenant la double nature d’une épaisseur supplémentaire et de sens, ses peintures, en fait, entièrement recouverte de béton d’épaisseur de la matière chromatique, sollicitant constamment le langage de la peinture, la recherche de la raison à partir de son cohérence matière: à savoir la couleur et l’action des lésions de la peinture. (http://www.italiaworldwide.com/arts/fr/artisti/francesca-coletti)

Profezia – Prophecy

Художник Франческа Coletti наняла исследования тайных явлений чеканка и следы изображения, на участках, знаки, почти эктоплазмы графики, возникающих в контексте знать материально. Его исследования, кажется, вызывают внутреннее пространство памятника и это еще более четко направление его творческого путешествия. Тем не менее, признаки того, что линии и сделать его картинах не просто говорить о себе, но постоянно ссылаются на главное противоречие современного западного искусства: Приложите обязательно в виде бесформенного мира, который его окружает. И так, что знаки расположены на холсте с двойственной природой дополнительную толщину и смысл его картины, по сути, полностью покрыты толстой бетонной хроматические материала, постоянно призывая язык живописи, ища обоснование исходя из его материальных последовательности, а именно: цвет и телесное действие с краской. (http://www.italiaworldwide.com/arts/ru/artisti/francesca-coletti)

La Scala, the heart and soul of Milan – video

As the world’s most venerated opera house, known to Italians as Il Teatro alla Scala, prepares for the opening night of the season, members of the community surrounding the 18th-century theatre explain its historical, cultural and social importance for the people of Milan, and the international opera community

La Scala, the heart and soul of Milan – video http://gu.com/p/3dj5j/tw via @guardian

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