Italiani nel mondo e made in Italy, inchino americano per il rosso di Taurasi – di Roberto Zanni

Eric Pfaffer non ha dubbi: l’aglianico, vitigno rosso tipico soprattutto della Campania, finora non ha ricevuto l’attenzione che si meritava, ma  fortunatamente, aggiungiamo noi, le cose stanno cambiando. Eric Pfaffer scrive per il New York Times e l’International Herald Tribune, il quotidiano in lingua inglese più letto nel mondo, che si pubblica in 160 nazioni. NYT e IHT fanno parte della stessa famiglia e Mr. Pfaffer nell’edizione online del quotidiano di New York e in quella cartacea del giornale che, dal 1887, ha la sua base a Parigi ha voluto omaggiare il ritorno di un ‘rosso’ speciale. Ecco così che nell’ultimo weekend, l’aglianico ha avuto lo spazio che si meritava da tempo e, per l’inchino americano al vino campano, Mr. Pfaffer è andato fino a Taurasi, in provincia di Avellino, nemmeno 2600 abitanti, ma quella è la terra del vino. Con il nome di Taurasi però non c’è solo la cittadina, ma anche il vino omonimo, che vanta la denominazione di origine controllata e garantita e che viene prodotto in diversi paesi della zona. A cavallo della festività di Ferragosto poi si rinnova l’appuntamento della ‘Fiera Enologica’ in cui viene valorizzato il ruolo del Taurasi all’interno di tutto il territorio di produzione. La manifestazione costituisce uno dei più importanti appuntamenti per la promozione di questo vino irpino al quale si può aggiungere anche l’aggettivo di eccezionale, ma accanto e con l’enologia, sono anche da ricordare la Sagra del Prosciutto, del Vino e dell’Agnello di Venticano tra la fine di agosto e l’inizio di settembre e l’appuntamento con Cantine Aperte. Ed ecco allora il ‘Nuovo rispetto per un rosso italiano’: si intitola così l’articolo che racconta una storia che non poteva essere altro che quella di Taurasi e dei comuni limitrofi dove la vigna, i vigneti, il vino, fanno parte della vita di ogni abitanti, da sempre.Italiani nel mondo e made in Italy, inchino americano per il rosso di Taurasi – di Roberto Zanni

http://ow.ly/fj2f8

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